Il rapporto fede-ragione
una perfetta armonia
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Tommaso d'Aquino
Nel brano che segue, Tommaso approfondisce il rapporto fra ragione e fede, sostenendo l'intima coesione fra i due orizzonti conoscitivi, in nome dell'unità della verità.
«Sebbene la verità della fede cristiana superi la capacità della ragione, tuttavia i principi naturali della ragione non possono essere in contrasto con tale verità . Infatti:
1. I principi così innati nella ragione si dimostrano verissimi; al punto che è impossibile pensare che siano falsi. E neppure è lecito ritenere che possa essere falso quanto si ritiene per fede, essendo confermato da Dio in maniera così evidente. Perciò, essendo contrario al vero soltanto il falso, com'è evidente dalle loro rispettive definizioni, è impossibile che una verità di fede possa essere contraria a quei principi che la ragione conosce per natura.
2. Inoltre le idee che l'insegnante suscita nell'anima del discepolo contengono la dottrina del maestro, se costui non ricorre alla finzione; ciò che sarebbe delittuoso attribuire a Dio. Ora, la conoscenza dei principi a noi noti per natura ci è stata infusa da Dio, essendo egli l'autore della nostra natura. Anche la sapienza divina possiede quindi questi principi. Perciò quanto è contrario a tali principi è contrario alla sapienza divina; e quindi non può derivare da Dio. Le cose che si tengono per fede, derivando dalla rivelazione divina, non possono dunque mai essere in contraddizione con le nozioni avute dalla conoscenza naturale.
3. Ragioni contrarie legano l'intelletto nostro al punto di non poter procedere alla conoscenza della verità. Perciò, se Dio ci infondesse conoscenze contrastanti, impedirebbe al nostro intelletto di conoscere la verità: ciò che non si può pensare di Dio . (...) Da ciò si ricava con chiarezza che tutti gli argomenti addotti contro gli insegnamenti della fede non derivano logicamente dai principi primi naturali noti per se stessi. E quindi essi non hanno valore di dimostrazioni; ma o sono ragioni soltanto dialettiche, o addirittura sofistiche, e quindi si possono sempre risolvere.»
(Tommaso d'Aquino, Somma contro i Gentili a cura di S.Centi, UTET, Torino, 1975)